Lenticchie in scatola dal supermercato: quello che non ti dicono sull’etichetta può costarti caro

Quando acquistiamo lenticchie in scatola al supermercato, la dicitura confezionato in Italia sulle etichette si riferisce unicamente al luogo in cui il prodotto è stato trasformato o confezionato, e non necessariamente all’origine della materia prima. In base alla normativa europea sull’etichettatura alimentare, il luogo di confezionamento può essere indicato anche se il legume è stato coltivato all’estero. La presenza di questa dicitura non garantisce che le lenticchie siano state coltivate in Italia o in Europa.

La questione dell’origine mascherata rappresenta un nodo cruciale nella tutela del consumatore informato. La legislazione europea consente alle aziende di indicare il luogo di confezionamento o trasformazione senza obbligarle a specificare sempre da dove proviene realmente la materia prima, se non in casi particolari previsti dalla normativa come prodotti DOP, IGP o biologici. Questa asimmetria informativa può generare confusione tra ciò che percepiamo come consumatori e la reale origine del prodotto.

Il viaggio nascosto delle lenticchie: dalla coltivazione alla dispensa

Gran parte delle lenticchie in scatola distribuite nei supermercati italiani proviene effettivamente da paesi extra UE quali Canada, Turchia, Stati Uniti, India e Australia, che sono tra i principali esportatori mondiali di legumi secchi secondo i dati FAO e i rapporti ISMEA sul mercato dei legumi. Dopo l’importazione, le lenticchie vengono lavorate e confezionate in Italia, acquisendo così il diritto di riportare in etichetta quella dicitura che tanti di noi interpretano come garanzia di italianità.

Questa pratica, pur essendo completamente legale, solleva interrogativi sulla trasparenza verso chi acquista, specialmente per chi desidera sostenere l’agricoltura nazionale o cerca garanzie su specifici standard qualitativi. Chi cerca prodotti italiani per sostenere l’economia locale si ritrova spesso ad acquistare legumi coltivati a migliaia di chilometri di distanza, secondo normative agronomiche completamente diverse da quelle europee.

Standard qualitativi: non tutti i legumi sono uguali

Le differenze tra le produzioni non riguardano solo la distanza geografica, ma anche gli standard di produzione agricola, che variano notevolmente da uno Stato all’altro e possono riflettersi sulla qualità e sulla sicurezza alimentare delle lenticchie. La regolamentazione europea sui prodotti fitosanitari è tra le più restrittive al mondo per quanto riguarda i principi attivi ammessi e i limiti massimi di residui sugli alimenti. Molti principi attivi vietati nell’Unione Europea sono ancora permessi in paesi terzi, e le lenticchie importate possono, in teoria, essere state trattate con tali sostanze, purché il prodotto finito rispetti i limiti di legge imposti alle frontiere europee.

I controlli doganali verificano principalmente i residui nel prodotto finito, ma non possono garantire quali trattamenti siano stati effettuati durante la coltivazione. La tracciabilità delle filiere agricole europee è assicurata da diversi regolamenti comunitari, con controlli lungo tutto il percorso produttivo dalla semina alla raccolta. Per i prodotti importati, invece, questi controlli sono rivolti soprattutto al prodotto finito al punto di ingresso in Europa. Le condizioni della coltivazione, dello stoccaggio e del trasporto nei paesi d’origine non sono sempre verificabili con lo stesso grado di dettaglio che caratterizza le produzioni europee.

Come difendersi: leggere tra le righe dell’etichetta

Una maggiore consapevolezza nella lettura delle etichette può aiutarvi a fare scelte più informate. Alcuni accorgimenti pratici possono guidarvi nella selezione dei prodotti più adatti alle vostre esigenze.

  • Cercare la dicitura “origine”: se le lenticchie sono effettivamente italiane o europee, i produttori tendono a sottolinearlo chiaramente, poiché rappresenta un valore aggiunto
  • Diffidare di formulazioni ambigue: frasi come “selezionate in Italia” o “lavorate in Italia” indicano in genere che la materia prima proviene dall’estero
  • Verificare la presenza di certificazioni: marchi DOP, IGP o il logo del biologico europeo garantiscono non solo l’origine ma anche la tracciabilità completa del prodotto

L’impatto economico delle scelte informate

La provenienza reale delle lenticchie ha ricadute economiche rilevanti sul sistema agricolo nazionale. In Italia esistono produzioni di eccellenza come la lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP e la lenticchia di Altamura IGP, riconosciute per le loro caratteristiche organolettiche superiori. Questi prodotti però rappresentano una quota ridotta del consumo nazionale e soffrono la concorrenza di lenticchie d’importazione a basso costo.

Il prezzo più basso delle lenticchie importate riflette non solo un costo del lavoro e di produzione inferiore, ma anche differenze negli standard ambientali e sociali rispetto alle produzioni dell’Unione Europea. Quando acquistiamo inconsapevolmente lenticchie extracomunitarie credendole italiane, contribuiamo involontariamente a un meccanismo che penalizza i produttori locali che rispettano standard più elevati. Pagare qualche centesimo in meno può significare accettare parametri qualitativi e normativi diversi da quelli garantiti dalle produzioni europee.

Verso una maggiore trasparenza: cosa può cambiare

Le associazioni dei consumatori e le organizzazioni agricole italiane chiedono da tempo una revisione della normativa europea affinché l’indicazione di origine della materia prima sia obbligatoria anche per i legumi lavorati, come già avviene per alcune altre categorie alimentari quali latte, pasta e pomodoro. Al momento, per i legumi in scatola, l’obbligo non esiste se la mancata indicazione non induce in errore chi acquista.

La vostra arma più efficace rimane l’attenzione critica nella scelta dei prodotti. Ogni volta che scegliete una scatola di lenticchie, state compiendo un atto che va oltre il semplice acquisto: state decidendo quali standard produttivi sostenere, quale agricoltura favorire e quale livello di trasparenza premiare. Le scelte quotidiane possono diventare un potente strumento di pressione verso un mercato più onesto e rispettoso, spingendo produttori e legislatori verso pratiche commerciali più trasparenti. La richiesta crescente di chiarezza sull’origine dei prodotti alimentari sta già portando alcune aziende a fornire volontariamente informazioni più dettagliate, dimostrando che il potere di chi acquista in modo informato può effettivamente orientare il mercato verso maggiore trasparenza e qualità.

Quando compri lenticchie in scatola controlli da dove vengono?
Sempre leggo tutto
Solo se costa di più
Mai pensato fosse importante
Compro solo italiane certificate
Prendo la più economica

Lascia un commento