Mentre in Italia fa freddo scopri come vivere l’estate patagonica di gennaio tra ghiacciai millenari spendendo poco

Gennaio nell’emisfero australe significa una cosa sola: estate piena, giornate lunghissime e la Patagonia argentina nel suo momento più accessibile dell’anno. Mentre in Italia ci si avvolge nei cappotti, dall’altra parte del mondo il Parco Nazionale Los Glaciares si apre ai viaggiatori con temperature miti e fino a 17 ore di luce al giorno. Immaginatevi tra ghiacciai millenari che scricchiolano e si frantumano nell’acqua turchese, sentieri che serpeggiano tra montagne maestose e laghi color smeraldo, tutto condiviso con il vostro gruppo di amici in un’avventura che segnerà per sempre i vostri ricordi di viaggio.

Questo gioiello della Patagonia argentina, dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO, si estende per oltre 726.000 ettari e rappresenta una delle ultime frontiere selvagge del pianeta. Gennaio è il mese perfetto per esplorarlo: i sentieri sono percorribili, i servizi turistici funzionano a pieno regime e i prezzi, se sapete come muovervi, restano abbordabili anche per chi viaggia con un budget limitato.

Perché gennaio è il momento giusto

La Patagonia in estate è un mondo completamente diverso rispetto al resto dell’anno. Le temperature oscillano tra i 10 e i 20 gradi, ideali per camminare tutto il giorno senza patire né il freddo pungente né il caldo eccessivo. Le condizioni meteo, pur rimanendo imprevedibili come tipico della regione, sono più stabili rispetto ai mesi autunnali e primaverili. Soprattutto, i ghiacciai sono nel loro periodo di massima attività: il caldo relativo fa aumentare il distacco di blocchi di ghiaccio, regalando quello spettacolo sonoro e visivo che rende il Perito Moreno così iconico.

Viaggiare con gli amici in questo periodo significa poter dividere i costi di trasporti e alloggi, rendendo l’esperienza ancora più conveniente. La lunga durata delle giornate permette di sfruttare ogni momento: potrete iniziare un trekking all’alba e tornare alla base quando il sole tramonta oltre le 22, massimizzando le esperienze senza sprecare tempo prezioso.

El Calafate: la vostra base operativa

Il piccolo paese di El Calafate rappresenta il punto di partenza ideale per esplorare il parco. Nonostante sia diventato turistico, mantiene prezzi accessibili se si evitano le trappole per viaggiatori distratti. Gli ostelli con dormitori condivisi partono da circa 12-15 euro a notte a persona, perfetti per chi viaggia in gruppo e vuole socializzare con altri avventurieri. Molte strutture offrono cucine condivise dove preparare i pasti, abbattendo drasticamente i costi della vacanza.

Il supermercato locale diventerà il vostro migliore alleato: fate scorta di pasta, riso, scatolame e snack energetici prima di partire per le escursioni. I ristoranti a El Calafate possono essere costosi, ma cercando nelle vie secondarie troverete locali frequentati dagli abitanti dove un pasto completo costa sui 10-15 euro. Le empanadas vendute nelle panetterie sono un pranzo economico e sostanzioso, perfetto da portare negli zaini durante i trekking.

Il Perito Moreno: molto più di una cartolina

Il ghiacciaio Perito Moreno è l’attrazione principale e raggiungerlo senza spendere una fortuna è possibile. Evitate i tour organizzati e prendete l’autobus pubblico che parte dalla stazione di El Calafate: con circa 25 euro andata e ritorno raggiungete l’ingresso del parco. L’entrata costa circa 35 euro per gli stranieri, una cifra fissa che non potrete evitare ma che vale ogni centesimo.

Una volta dentro, le passerelle metalliche vi permettono di ammirare il ghiacciaio da angolazioni diverse completamente gratis. Potete passare ore ad aspettare il crollo di un seracco, quel momento magico in cui tonnellate di ghiaccio si staccano con un boato assordante. Per chi vuole un’esperienza più immersiva, le escursioni di trekking sul ghiaccio partono da circa 70 euro: ramponi ai piedi, camminerete sulla superficie del ghiacciaio tra crepacci blu elettrico e formazioni di ghiaccio scolpite dal vento.

El Chaltén: il paradiso degli escursionisti

A tre ore di autobus da El Calafate si trova El Chaltén, considerata la capitale argentina del trekking. Il villaggio è minuscolo ma offre accesso a una rete di sentieri gratuiti tra i più spettacolari del Sud America. Gennaio qui è alta stagione, quindi prenotate gli alloggi con anticipo: i dormitori negli ostelli costano 15-20 euro a notte.

Il trekking alla Laguna de los Tres, che porta ai piedi del maestoso Fitz Roy, è impegnativo ma accessibile a chiunque abbia una buona forma fisica. Partite prima dell’alba per vedere il sole illuminare le cime granitiche: lo spettacolo delle montagne che si tingono di rosa e arancione mentre il resto del mondo dorme ancora è qualcosa che ricorderete per sempre. Il percorso è di circa 20 chilometri andata e ritorno e non costa assolutamente nulla, se non fatica e determinazione.

Un’altra escursione imperdibile è quella alla Laguna Torre, più breve e meno impegnativa, che offre viste mozzafiato sul Cerro Torre, considerata una delle montagne più difficili da scalare al mondo. Anche questo sentiero è completamente gratuito e ben segnalato.

Consigli pratici per risparmiare

Organizzare i trasporti in gruppo è fondamentale per abbattere i costi. Tra El Calafate ed El Chaltén, diverse compagnie di autobus effettuano il tragitto per circa 25-30 euro a tratta. Prenotando tutti insieme, alcuni autisti offrono piccoli sconti o condizioni migliori sui bagagli extra.

L’acqua in Patagonia è potabile ovunque: riempite le borracce dai rubinetti e risparmierete una fortuna evitando di comprare bottiglie di plastica. Portate con voi uno zaino capiente per i trekking, strati di abbigliamento tecnico (il tempo cambia rapidamente) e crema solare ad alta protezione: il sole estivo della Patagonia è più forte di quanto immaginiate a causa della latitudine.

Per il ritorno da El Chaltén, considerate di condividere un transfer privato se siete in quattro o più: dividendo il costo tra tutti, spesso risulta conveniente quanto l’autobus ma con maggiore flessibilità sugli orari e la possibilità di fermarvi per fotografare i paesaggi lungo la strada.

L’esperienza che conta davvero

Quello che rende speciale il Parco Nazionale Los Glaciares a gennaio non è solo la bellezza paesaggistica, ma la sensazione di trovarsi ai confini del mondo con le persone giuste. Dopo una giornata di trekking, sedersi attorno a un tavolo nell’ostello a cucinare insieme, raccontare le impressioni della giornata e pianificare l’avventura successiva crea legami che vanno oltre il viaggio stesso.

I ghiacciai che avanzano invece di ritirarsi, le montagne che sembrano uscite da un libro fantasy, i condor che planano sopra le vostre teste e il vento patagonico che vi scompiglia i capelli: questo è il tipo di esperienza che giustifica ogni ora di volo e ogni euro speso. Gennaio vi regala la Patagonia nella sua versione più generosa, pronta ad accogliervi con giornate infinite e panorami che nessuna fotografia riuscirà mai a catturare completamente.

Cosa ti attira di più della Patagonia a gennaio?
17 ore di luce al giorno
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